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Jetavana
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top
mwcaJetavana (letteralmente "Il boschetto di Jeta")cite-ref-0222-1-0[1]cite-ref-023-2-0[2] era uno dei più famosi monasteri buddisti o mweqvihara in mwegIndia (nell'attuale stato dell'mwewUttar Pradesh). Fu il secondo vihara donato a mwfaGautama Buddha dopo il Venuvana a mwfqRajgir. Il monastero gli fu donato dal suo principale mecenate, mwfgAnathapindika.
Jetavana era il luogo dove il Buddha tenne la maggior parte dei suoi insegnamenti e discorsi, essendo rimasto a Jetavana diciannove su 45 mwgwvassa, più che in qualsiasi altro monastero.cite-ref-3[3] Si dice che dopo il Migāramātupāsāda, fu costruito un secondo vihara, eretto a Pubbarama vicino a Savatthi, dalla principale discepola laica del Buddha, Visakha. Il Buddha avrebbe dimorato alternativamente tra Jetavana e Migāramātupāsāda, trascorrendo spesso il giorno in uno e la notte nell'altro monasterocite-ref-4[4].
Contents
• Note
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Donazione di Jetavana
Dopo il primo incontro di Anathapindika con il Buddha, egli chiese di offrirgli un pasto, che il Buddha accettò, e poi chiese di costruire un tempio per lui e per i suoi monaci nella sua città natale di Savatthi, cosa alla quale il Buddha acconsentì.cite-ref-022-5-0[5]
Poco dopo, Anathapindika tornò a Savatthi per cercare un luogo dove costruire il monastero. Alla ricerca di un luogo che fosse sia accessibile ai seguaci che pacificamente appartato, si imbatté in un parco appartenente al principe Jeta, figlio del re Pasenadi di mwmaKosala. Anathapindika si offrì di acquistare il parco dal principe ma questi rifiutò. Dopo l'insistenza di Anathapindika, il principe scherzando disse che gli avrebbe venduto il parco se lo avesse coperto con monete d'oro, cosa che Anathapindika accettò di fare.cite-ref-02-6-0[6]cite-ref-7[7]
Anathapindika tornò in seguito con carri pieni di monete d'oro per coprire il parco. Quando il principe Jeta dichiarò che stava semplicemente scherzando e che non avrebbe venduto il parco, Anathapindika e il principe andarono dagli arbitri che conclusero che il principe Jeta doveva vendere il parco al prezzo indicato.cite-ref-022-5-1[5]cite-ref-02-6-1[6]
Il denaro portato nel primo viaggio venne ritenuto insufficiente per coprire un piccolo punto vicino alla porta. Quindi Anāthapindika mandò indietro i suoi servi per prenderne altro, ma Jeta, ispirato dalla serietà di Anāthapindika, disse che era sufficiente. Anāthapindika accettò e Jeta eresse lì un portale, con una stanza. Anāthapindika costruì nel terreno stanze di abitazione, di riposo, magazzini e sale di servizio, sale con caminetti, ripostigli, chiostri, sale per esercizi, pozzi, bagni, stagni, capannoni aperti e coperti e altro ancoracite-ref-8[8].
Jeta diede inoltre molti alberi di valore per il legname. Lo stesso Anāthapindika spese cinquantaquattro crore per l'acquisto del parco e per la costruzione degli edifici.
La cerimonia di dedica fu di grande splendore. Non solo Anāthapindika stesso, ma vi prese parte tutta la sua famiglia: suo figlio con altri cinquecento giovani, sua moglie con altre cinquecento nobildonne e le sue figlie, Mahā Subhaddā e Cūla Subhaddā, con altre cinquecento fanciulle. Con Anāthapindika parteciparono cinquecento banchieri. I festeggiamenti legati alla dedica durarono nove mesicite-ref-11[11].
Il vihāra è quasi sempre indicato come mwvwJetavane Anāthapindikassa ārāma (mwwaPali, che significa: boschetto di Jeda, Monastero di Anathapindika). I Commentaricite-ref-12[12] affermano che ciò fu deliberato su suggerimento dello stesso Buddhacite-ref-13[13], affinché si ricordassero i nomi dei proprietari, sia precedenti che successivi, e si ricordassero due uomini, entrambi molto generosi nella causa della religione, affinché altri ne seguissero l'esempio. Il vihāra è talvolta indicato come Jetārāmacite-ref-14[14].
Descrizione dell'antico Jetavana
All'interno del Jetavana
Alcuni dei principali edifici annessi al Jetavana sono menzionati nei libri con nomi speciali, vale a dire mwbaMahāgandhakuti, mwbqKaverimandalamāla, mwbgKosambakuti e mwbwCandanamāla.cite-ref-15[15] Sono menzionati anche altri edifici, ad esempio lmwda'mwdqAmbalakotthaka-āsanasālācite-ref-16[16]. Secondo fonti mwegtibetane il vihāra fu costruito secondo un progetto inviato dai mwewdeva di mwfaTusita e conteneva sessanta sale grandi e sessanta piccole. Il Dulva (Vinaya-pitaka in mwfqtibetano) fornisce anche dettagli dello schema decorativo del vihāracite-ref-17[17].
Tutto ciò fu costruito da Anāthapindika; c'era un altro grande edificio eretto da Pasenadi e chiamato mwgwSalalagharacite-ref-18[18]. Sopra la porta viveva una divinità protettrice per impedire l'ingresso a tutti i malfattoricite-ref-19[19]. Appena fuori dal monastero c'era un albero rājayatana, la residenza del dio Samiddhisumanacite-ref-20[20], ma in DhA.i.41 il guardiano della porta è chiamato Sumana.
Nel terreno sembra che ci fosse un grande stagno che venne chiamato mwkqJetavanapokkharanī.cite-ref-21[21] Qui il Buddha faceva spesso il bagnocite-ref-22[22]. È questo il mwmgPubbakotthaka cui si fa riferimento in A.iii.345? Ma in Sv220 fu vicino a questo stagno che Devadatta fu inghiottito in Avīcicite-ref-23[23].
I terreni stessi erano fittamente ricoperti di alberi, che davano l'aspetto di un boschetto (arañña)cite-ref-24[24]. Alla periferia del monastero c'era un boschetto di mangocite-ref-25[25]. Davanti alla porta c'era l'mwqaalbero della Bodhi piantato da Anāthapindika, che in seguito venne chiamato mwqqAnandabodhicite-ref-26[26]. Non lontano dalla porta c'era una grotta che divenne famosa come mwrgKapallapūvapabbhāra a causa di un incidente connesso con mwrwMacchariyakosiyacite-ref-27[27].
Secondo il mwtqDivyāvadānacite-ref-28[28], i thūpa di mwugSāriputta e mwuwMoggallāna erano nei terreni di Jetavana ed esistevano fino al tempo di mwvaAsoka. Sia Fa Hiencite-ref-29[29] e Houien Thsangcite-ref-30[30] forniscono descrizioni di altri incidenti collegati al Buddha, avvenuti nelle vicinanze di Jetavana, ad esempio, l'omicidio di mwxqSundarikā, la calunnia di mwxgCiñcā, il tentativo di mwxwDevadatta di avvelenare il Buddha, eccetera.
Il Gandhakuti: la dimora del Buddha a Jetavana
Lo spazio coperto dalle quattro colonne del letto del mwygGandhakuti del Buddha a Jetavana è uno dei quattro mwywavijahitatthānāni; tutti i Buddha possiedono lo stesso, sebbene la dimensione del vihāra reale differisca nei vari Buddha. Per il mwzaBuddha Vipass, il setthi mwzqPunabbasumitta costruì un monastero che si estendeva per un'intera lega, mentre per il mwzgBuddha Sikhī, il setthi mwzwSirivaddha ne fece uno che copriva tre gavuta. Il mw0aSanghārāma costruito da mw0qSotthiya per il mw0gVessabhū Buddha era di mezza lega, mentre quello eretto da Accuta per mw0wKakusandha Buddha copriva solo una gāvuta. Il monastero del mw1aBuddha Koṇāgamana, costruito dal setthi Ugga, si estendeva per metà gāvuta, mentre quello del mw1qBuddha Kassapa costruito da Sumangala copriva sedici karīsa. Il monastero di Anāthapindika copriva uno spazio di diciotto karīsacite-ref-31[31].
Un giorno un topo, tenendo in bocca uno stoppino della lampada, diede fuoco agli stendardi e ai baldacchini, e tutte le sette sezioni furono interamente distrutte. Il vihāra fu successivamente ricostruito in due sezioni. C'erano due ingressi principali, uno a est, uno a ovest, e Faxian trovò thūpas eretti in tutti i luoghi collegati al Buddha, ognuno con l'iscrizione del suo nome.
Vicino a Jetavana
Vicino Jetavana c'era evidentemente un monastero di insegnanti rivali dove mw4wCiñcāmānavikā trascorreva le sue notti poiché stava realizzando la sua campagna diffamatoria contro il Buddha.cite-ref-dha3-179-33-0[33]
Sembra che ci fosse un parco giochi appena fuori Jetavana usato dai bambini del quartiere, che, quando avevano sete, andavano a Jetavana a berecite-ref-34[34]. La strada maestra per Sāvatthi passava ai margini di Jetavana e i viaggiatori entravano nel parco per riposarsi e rinfrescarsi.cite-ref-j2-203-35-0[35]
Scoperta e situazione attuale
I resti di Jetavana e Savatthi erano conosciuti localmente come Sahet-Mahet. mw8wAlexander Cunningham utilizzò gli antichi resoconti (VI secolo) dei monaci pellegrini cinesi per determinare che Sahet-Mahet si riferisse effettivamente a Jetavana e Savatthi.cite-ref-36[36]
Jetavana è attualmente un parco storico, con resti di molti edifici antichi come monasteri, capanne (come il mw-qGandhakuti e il mw-gKosambakuti) e mw-wstupa. A Jetavana si trova anche il secondo albero più sacro del Buddismo: lmw-a'mw-qAnandabodhi. Una visita a Savatthi e Jetavana fa parte del percorso di pellegrinaggio buddista nel nord dell'India. Il luogo più venerato di Jetavana è il mw-gGandhakuti, dove soggiornava Buddha.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-0222-11. ↑ mwasy(mwascmwasgEN) mwaskmwasoAnathapindika: The Great Benefactor, su mwassaccesstoinsight.org. mwaswURL consultato il 7 ottobre 2017 mwas0(archiviato dall'mwas4url originale l'8 ottobre 2017).
cite-note-33. ↑ DhA.i.3; BuA.3; AA.i.314
cite-note-44. ↑ SNA.i.336
cite-note-022-55. ↑ mwaug(mwaukmwauoEN) mwausmwauwAnathapindika: The Great Benefactor, su mwau0accesstoinsight.org. mwau4URL consultato il 7 ottobre 2017 mwau8(archiviato dall'mwavaurl originale l'8 ottobre 2017).
cite-note-77. ↑ mwawemwawimwawmJetavana, The Vihara, su mwawqsacred-texts.com. mwawuURL consultato il 15 ottobre 2017 mwawy(archiviato dall'mwawcurl originale il 9 settembre 2017).
cite-note-88. ↑ Vin.ii.158f
cite-note-99. ↑ (MA.i.50; UdA.56f)
cite-note-1010. ↑ J.ii.216
cite-note-1111. ↑ Ji 92ff
cite-note-1212. ↑ MA.ii.50; UdA.56f, ecc.
cite-note-1313. ↑ pp.mwaxo 81–131; Bea: op. cit., ii.5 e Rockhill: p.mwaxs 49
cite-note-1414. ↑ ad es. Ap.i.400
cite-note-1515. ↑ SNA.ii.403.
cite-note-1616. ↑ J.ii.246
cite-note-1717. ↑ Rockhill: op. cit.48 e n.2
cite-note-1818. ↑ DA.ii.407
cite-note-1919. ↑ SA.i.239
cite-note-2020. ↑ Mhv.i.52f; MT 105
cite-note-2121. ↑ AA.i.264
cite-note-2222. ↑ Ji329ff.
cite-note-2323. ↑ J.iv.158
cite-note-2424. ↑ Sp.iii.532
cite-note-2525. ↑ J.iii.137
cite-note-2626. ↑ J.iv.228f
cite-note-2727. ↑ Ji348
cite-note-2828. ↑ Dvy.395f
cite-note-2929. ↑ (Giles: p.mwaaw 33 e seguenti)
cite-note-3030. ↑ Beal.ii.7ff
cite-note-3131. ↑ BuA.2, 47; Ji94; DA.ii.424
cite-note-3232. ↑ Giles, pp.mwaby 31, 33
cite-note-dha3-179-3333. ↑ DhA.iii.179; dietro Jetavana c'era un luogo dove gli Ajivaka praticavano le loro austerità (J.i.493). Una volta gli eretici corrompettero Pasenadi per fargli stabilire un insediamento rivale dietro Jetavana, ma il Buddha rese vani i loro progetti (J.ii.170).
cite-note-3434. ↑ DhA.iii.492
cite-note-j2-203-3535. ↑ J.ii.203, 341; vedi anche vi.70, dove sono menzionate due strade.
cite-note-3636. ↑ Arch. Survey of India, 1907-8, pp.81-131
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jetavana
Collegamenti esterni
• mwadiDescrizione di mwadmJetavana mwadqArchiviato il 3 marzo 2016 in Internet Archive. del monaco pellegrino cinese mwadyFaxian (399-414)
• mwadgSutta pronunciati da mwadkGautama Buddha riguardo a mwadoJetavana: ( mwadsmwadwaltro)
1. mwad8mwaeaPotthapada Sutta - A proposito di Potthapada
2. mwaeimwaemBhaya-bherava Sutta - Paura e terrore
• mwaeyEstratti da libri sul tema di Jetavana, su geocities.com (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 1999).
• mwaegCerimonia di dedicazione del monastero di Jetavana da parte di Anathapindika, su goldenlandpages.com (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2006).